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 S  T O R I A    D E L    P A E S E    D I   R O C C A T A G L I A T A
                                             


 

CAPITOLO  I

 LA STORIA DEGLI ULTIMI 1100 -1200 ANNI DEL PAESE DI ROCCATAGLIATA

(SI PREMETTE CHE E' NOTO CHE ,IN BASE A RICERCHE CONDOTTE DALLA SOPRINTENDENZA ARCHEOLOGICA DELLA LIGURIA,I PIU' ANTICHI INSEDIAMENTI UMANI,SINORA SCOPERTI NELLA FONTANABUONA DATANO AL MESOLITICO (VII – VI MILLENIO AVANTI CRISTO) ,MENTRE E' ATTRIBUIBILE AL V – VI SECOLO A.C. LA “TOMBA DI ROCCATAGLIATA” SCOPERTA A FINE 1800 IN LOCALITA' COZZE DI CORSIGLIA ED ORA ESPOSTA NEL MUSEO ARCHEOLOGICO DI GENOVA PEGLI ,ma per ora noi ci interesseremo solo al periodo storico documentato.)


IL CASTELLO-FORTEZZA DI ROCCATAGLIATA

a.m.roccatagliata

L'Istituto per la storia della cultura materiale (ISCUM) dell'Universita' di Genova ha recentemente elaborato un “Progetto di indagine del Comprensorio dell'alta Val Trebbia ed alta Valle Scrivia “ che inizia :” Gli studi storici tradizionali hanno evidenziato come la fortuna e l'importanza di Genova nel medioevo sia dovuta al suo ruolo di tramite e smistamento di merci,tecniche e saperi tra i paesi del Mediterraneo centro occidente e l'area padana e mitteleuropea. Ma quello che la ricerca storica e le indagine condotte in Liguria negli ultimi anni hanno sottolineato con forza e' che in questo ruolo centrale Genova ha coinvolto tutto il territorio circostante,caratterizzandone profondamente la distribuzione dei centri abitati e la crescita demografica .Tutti gli approdi piu' o meno rilevanti della costa sembrano coinvolti nel commercio su largo raggio e diventano punti di partenza per le merci,che valicando i passi appenninici raggiungono i ricchi mercati padani ed europei. “

Dobbiamo ricordare che gia' in epoca preistorica,protostorica,e poi romana,la zona era abitata,cometestimoniano i rinvenimenti fatti in varie localita' della Fontanabuona (ivi inclusa Roccatagliata) .La presenza di “castellari” *-postazioni di controllo del territorio ,ove in caso di pericolo si rifugiavano lepopolazioni con donne vecchi e bambini ,con capre,maiali,bovini,e raccolti di grano segale e latticini -e'molto diffusa sia nella costa (Rapallo, Zoagli, Recco, Camogli)sia all'interno( Calvari,Orero,Avegno,

Moconesi,Pannesi,Costa,Ferriere,Craviasco,S:Marco d'Urri ,Pian Ceresa,Roccatagliata) *Per i Castellari v. carta del popolamento della Liguria centro-orientale nell'eta' del ferro di Piera Melli,realizzazione grafica L.Tomasi-in “Neirone ed il territorio dei Tigullii, popolamento e sviluppo fino allesoglie del Medioevo” da “NEIRONE Natura Storia Arte ,ediz.Comune di Neirone”

“Nel Bacino Imbrifero dell'Entella Val Graveglia”-cenni storici di Luigi Biagio Tiscornia -a cura della Pro Loco Ne-Val Graveglia pagg. 80-81 :

”....secondo Tito Livio,principe degli storici latini del secolo di Augusto,pare che i primi abitatori del bacino imbrifero dell'Entella siano stati gli Ercati,i Garruli e i Lapicini,che le invasioni Etrusche riuscirono a scacciare al di qua del Po e nei gioghi dell'Appennino: Cis Apenninum incolunt Hercates,Garuli et Lapicini(libr.41,cap.23) . Questa gente ,perspicace,forte,laboriosa,impavida ,secondo l'opinione piu' comune ammessa dal Cluverio,popolava le valle solcate dai torrenti Lavagna,Sturla e Graveglia :ergo sub his montibus,ad Laboniam,Sturlamque amnes,incoluerunt Ligures,si modo sine mendis sunt haec nomina :Ercates Garruli et Lapicini.

Lo Zuccagni Orlandi,nella sua coreografia dell'Italia (vo.3,p.237)afferma che le tre vallate montuose ,irrigate dai rivi Lavagna,Sturla e Graveglia,che riuniti formano l'Entella,erano abitate da tre diverse Tribu' cioe' :dagli Ercates,dai Garruli e dai Lapicini. Il P.Bardetti(ling.dei primi abitatori d'Italia)dice che gli Ercati,i Garruli ed i Lapicini sono da collocarsi nei pressi e nei gioghi che dominano Ricina,cioe' Recco........Gli Ercati,scrive il Leveroni (St.Fontanabuona-Chiavari 1912)pare che abitassero i dintorni del fiume Labonia-Lavagna-da Carasco fino al monte Lavagnola,come dire tutta la vallata di Fontanabuona. Il loro nome ,formato da Ker(terribile)e da Cad (battaglia) significa terribile in guerra..........”

Come gia' detto nel capitolo relativo al cognome,dall'epoca protostorica e poi all'inizio di quella romana vi era una fitta rete di strade che mettevano in comunicazione la zona costiera della Riviera di Levante con l'entroterra immediato , ed oltre ,sino alla Pianura Padana,per poi proseguire in tutte le direzioni : Lombardia attuale;Nord Europa.....sino a Ginevra (strano doppione “similfonetico,vero ? “di Genova);zona del Veneto;verso l'Adriatico(via Francigena) e verso Roma.

*2 :Le piu' antiche strade della Liguria,s'e' visto,non sono romane. Sono strade “naturali”che seguono il disegno dei nostri rilievi,tra grandi dorsali da cui partono crinali e valli perpendicolari o parallele alla costa (il primo e' il caso poiu' frequente nel ponente;il secondo a levante,con gli esempi della Fontanabuona e della Val di Vara). Segni abbastanza chiari di questa trama di vie ci riportano al piu' lontano passato storico:sino al tempo in cui la regione Liguria era coperta da fitte foreste e abitata,oltreché da uomini, da animali non di rado feroci.Alla Liguria si arrivava , ovviamente, dal mare; o anche attraverso i gioghi montani: Dal mare ,naviganti fenici o greci dovettero approdare alle foci dei torrenti,nelle piccole insenature che segnavano la costa rocciosa,o nelle brevi spiagge di ciottoli,luoghi privilegiati d'incontro e di scambio.In terraferma,ripidi sentieri salivano verso nuclei chiusi nel cerchio delle loro case :e' lo sviluppo dei “ castellari”......allora e finche' non fossero arrivate le prime guarnigioni romane,nessuno avrebbe osato avventurarsi nelle vallate fredde e paurose dove vivevano le fiere e agivano i briganti.-.........*2: Leone Carlo Forti in “LA MIA TERRA” per cominciare a conoscere la Liguria ediz. Il Secolo XIX Genova-

I percorsi appenninici non erano altro che sentieri ,mulattiere di cresta,aperte e quindi difficilmente soggette ad aggressioni e rapine;antiche “strade del sale”e strade per accedere alle fiere dei vari Pagi-in epoca piu' recente ,nel 1576, lo Statuto di Neirone e Roccatagliata,cap.61 * “Del Mercato e della Fiere” prevedeva un Mercato pubblico settimanale al martedi , ”....il quale si debba fare in la Villa di Neirone,dove habita il Podesta',e dove si tiene la Corte nel qual giorno niuno forastiero possa essere detenuto,ne pignorata la sua robba per qualsivoglia debito,o causa civile solamente......inoltre tre fiere l'anno in questo modo,cioe' una nel mese di maggio per tre giorni,quali debbano cominciare alli quindeci di detto mese,la seconda del mese di agosto per altri tre giorni,quali s'intendino cominciare alli quindeci di detto mese e la terza nel mese di ottobre la quale si chiami la fiera di S.Lucia,le quali tre fiere,et ogniuna di esse per li suoi tre giuorni stiano franchi da Peaggi-(Pedaggi)-,e gabelle quali sono della Communita',mentre durera' alcuna di dette Fiere,sia sospesa la Corte e non si possa fare atto,ne' essecuzione alcuna,riservate le cose della Camera,e del criminale,il che sperano di ottenere dalle Signorie Vostre Illustrissime,non tanto per il beneficio di detta Comunita' come nel Dominio di Loro Signorie Illustrissime”) * La Podesteria di Roccatagliata e Neirone in tre documenti del XVI sec.

Francesco Sena-Centro Culturale “Vallis Fontis Bonae”-Calvari 1988 Le mulattiere di cresta percorrevano i crinali delle montagne,talvolta anche a mezza costa per essere collegate a Villaggi e zone di sosta protetti,Stazioni di posta per il riposo dei mulattieri e dei muli ,o cambio di questi ultimi,per depositare prodotti e caricarne altri e poi riprendere il percorso di costa. In queste zone di sosta confluiva un intreccio di molti altri sentieri diretti nelle varie direzioni . Ne e' un chiaro esempio Siestri(Pagus),protetto da una corona di monti :a Sud Est il Monte Bragaglino,a Nord Ovest le ripide pendici del Monte Lavagnola ,a Nord il Monte Montaldoed il Monte Corsica-in mezzo ai quali,in epoca medievale stava il Presidio con soldati del Passo del Portello-,a Nord Est il Monte Carmo ed a Sud Est la presenza del Castello-Fortezza di Roccatagliata,che controllava l'accesso,dal fondo Valle della Fontanabuona. Il Paese di Roccatagliata si allungava lungo la costa del monte con le case appoggiate le une alle altre senza soluzione di continuita' (a schiera) per impedire l'accesso tra le stesse ed avevano da un lato un ripido pendio e dall'altro -verso nord-facciate esposte verso i bastioni dei monti sovrastanti.. In caso di pericolo gli abitanti potevano ,in pochi minuti, rifugiarsi all'interno del Castello-Fortezza,che probabilmente aveva un ponte levatoio a Nord-Est vicinissimo alle case. Prima del 1000 ,ovunque,le case erano di legno,pochissime in muratura,ed i tetti erano coperti da tetti di paglia (ancora nella meta' del 1900 si trovavano nelle campagne dell'interno della Liguria case di questo tipo ).

Il Castello-fortezza di Roccatagliata,per la sua posizione strategica, provvedeva a proteggere tutta la zona e nel contempo riscuoteva i dazi. Assolveva ,nel contempo ,anche a garantire al Comune di Genova e poi Repubblica di Genova una funzione di controllo periferica rispetto all'eventuale sopraggiungere di armate dal mare Ligure Orientale o dalla zona dell'oltregiogo appenninico.

Ponendo Roccatagliata come punto di arrivo da qualsivoglia provenienza ,lo si puo' pure posizionare come localita' dalla quale si poteva proseguire per Genova-via Bargagli ; per Torriglia e quindi tramite la Valli Curone e Staffora raggiungere la Lombardia (Varzi,Tortona,Voghera,Pavia) od il Piemonte passando per la Val Scrivia ; per la Val Trebbia sino alla Pianura Padana-Emilia(Bobbio-Piacenza);tornare per Uscio verso Sori o Recco o Rapallo,o tramite Carasco(dalla Fontanabuona) raggiungere Chiavari-Lavagna e quindi la Lunigiana .

E' riportato da piu' studiosi il percorso della antica via Patrania che da Sori(diramandosi dalla via Aurelia) si dirigeva a Pannesi,Sant'Oberto,Bragalla,Scoffera ,Lavagnola(e quindi Siestri- Roccatagliata)Portello(Passo del P.)-con discesa a Torriglia-oppure strada della Corsica,Costa Finale,Fregarolo,Gifalco,Orezzoli,Ponte Organasco,o Confiente alle porte della pianura(parte del Caminus Janue dei Crociati).

PER COMPLETEZZA DI INFORMAZIONE SULL'USO DELLE ANTICHE MULATTIERE RIPORTIAMO QUANTO SCRITTO DA RENATO LAGOMARSINO SUGLI “ANTICHI ITINERARI DELLA TRANSUMANZA” Settimanale “La Trebbia” N.42 -29/11/2001 ,e che ringraziamo per la Sua dedizione alla storia ,e non solo,alla Sua Fontanabuona :

“....Il richiamo alla millenaria attivita' pastorale della transumanza consente di localizzare il territorio operativo,che va dalla fascia costiera di crinale fino alle alte valli dell'Aveto e del Trebbia,caratterizzato fino al secolo scorso proprio dai transiti delle greggi,che in autunno scendevano dai monti seguendo quegli itinerari perenni ,cioe' senza tempo sui quali si svolgevano, con lunghe carovane di muli, anche i traffici fra gli approdi litoranei e l'oltre Appennino.

Precisa Renato Lagomarsino che il territorio interessato dalla transumanza:

“...e' rappresentato da un grande quadrilatero che per punti estremi ,sul litorale ha il crinale fra Nervi e Rapallo,all'interno ha il monte Antola(Torriglia)e Marsaglia (Bobbio). Passaggi obbligati erano Barbagelata per chi percorreva i sentieri provenienti dall'Ottonese,e la dorsale Scoffera/Monte Lavagnola per chi scendeva dall'Antola e dai monti di Brugneto. Colle Caprile e la zona di CORNUA erano i punti di confluenza di itinerari che richiedevano,con il bestiame,due o tre giorni di cammino ed anche piu'. L'area dove greggi e armenti venivano a svernare era la lunga fascia montana che a levante e a ponente di Colle Caprile si estende dal Passo della Crocetta,sopra Rapallo,fino al Monte Fasce :una zona fino all'antichita'destinata alle attivita' pastorali,ricca di pascoli,punteggiata di stalle e ricoveri per i pastori....... L'itinerario Est scende da Capanne di Carrega a Fontanarossa,tocca Loco di Rovegno e Casoni.......raggiunge Barbagelata e quindi per Neirone e Gattorna(o Moconesi) risale al crinale costiero. Gli itinerari costieri interessano invece le aree di destinazione finale del bestiame transumante :da CORNUA a Pozzuolo,Monte Cardona e altre......”

Aggiungiamo che tuttoggi sono visibili nella zona “Cardona” e piane del Monte Fasce e vicino alla “Trattoria del Liberale” le “Caselle”,in parte diroccate,di rifugio dei pastori.

N. B. : CORNUA con il suo monte era territorio di proprieta' del Castello -Fortezza di Roccatagliata. Piu' avanti ne avremo la prova ! (Monte Cornalio)

ABBIAMO QUINDI CHIARITO LA IMPORTANZA DELLA POSIZIONE STRATEGICA(sia militare che commerciale) DEL CASTELLO-FORTEZZA DI ROCCATAGLIATA. Non dimentichiamo che la via “Francigena”( nel tratto che collegava Pavia con Recco e con destinazione Roma) era collegata a Genova dalla Val Bisagno e Val Trebbia per il passo della Scoffera.

Quando i Romani riuscirono,dopo non poche lotte ed imboscate subite,a sottomettere tutto il territorio dei Liguri (che accettarono di buon grado i Romani ,vincitori del loro nemico Cartaginese Magone,dopo le devastazioni di Magone stesso nel 211 le vecchie mulattiere -non percorribili per intero in inverno(neve) furono gradualmente sostituite da nuove strade di fondovalle con ponti ,allora,di rilievo.

Tuttavia quando Rotari,re dei Longobardi,conquisto' Genova nel VII secolo furono riaperti i valichi appenninici e furono abbandonate in parte le vie romane ,sommerse o distrutte in piu' punti dalle piene del Trebbia ,e si ritorno' ad utilizzare le vecchie mulattiere. In particolar modo cio' interesso'i collegamenti tra il bobbiese e il territorio ligure,che conobbereo una nuova vitalita' .”....il Caminus Genue verso la fine del XII secolo era pertanto tracciato : i mercanti piacentini portavano al mare,a dorso di mulo,cereali,pezze di fustagno e tela e ne riportavano in primo luogo olio e sale,ma anche spezie.......(v. “Bobbio -Citta' d'Europa”a cura di Bruna Boccaccia,ediz.. PONTEGOBBO,II edizione giugno 2004,pagg. 10-11 .

Si puo' presumibilmente affermare che le carovane che transitavano ogni giorno per Roccatagliata erano composte ,ognuna,da circa 100 muli (per i quali vi erano ben precisi vincoli di massima portata di peso(circa 90 Kg. di oggi). Quindi vi era un traffico non indifferente e questo giustifica l'interesse del Feudatario di turno per riscuotere i dazi !

Le merci trasportate principalmente erano : dalla Fontanabuona-lana e prodotti di lana,dalla Riviera di Levante e da Genova : sale,salgemma(chiamato “sale rosso”),pesci essicati,pesci in salamoia,vino locale * -definito dal geografo greco Strabone “resinato ed aspro”-, vino di Marsiglia,olio(nei tempi

antichi proveniente dall'Africa e dalla Spagna-poiche' in Riviera gli olivi furono introdotti e coltivati daimonaci ), al seguito delle carovane seguivano mercanti, bovini di razza “frisona” ed ovini,e destinati aimercati del nord o nord est ,inoltre ,in alto medievo, ceramiche bizantine e piastrelle arabesche . (a questiultimi manufatti sara' necessario porre particolare attenzione prevedendo scavi di sondaggio all'interno ed all'esterno del perimetro del castello e nel fondo di quella strana cisterna (o pozzo)ancora presente sulla sommita' della piana -potrebbe trattarsi di una ghiacciaia-pozzo per uso diconservazione di alimenti od acque potabili (o entrambe le cose) dei tempi in cui il Castello-Fortezza eraabitato-; forse modificato od ampliato in epoca piu' vicina a noi ; andra' ricercata pure la collocazionedegli scarichi della cloaca ( o delle) con la ricerca di residui organici ,ossa di animali e “spazzatura” .

Verso la riviera le carovane tornavano cariche di granaglie,cereali,formaggi e vini emiliani ,pezze difustagno e tela ,con al seguito mercanti,pellegrini, bovini e ovini .Certamente anche alcune delle “Ampolle” del Museo della Abbazia di Bobbio probabilmente passarono diqua portate dai pellegrini di ritorno dai Luoghi Santi di Palestina-queste ampolle,presenti anche nelcelebre tesoro di Monza,*1”contenevano l'olio santo che ardeva davanti al Sepolcro di Cristo.Su parecchie di esse e' ancora possibile leggere la scritta greca originale :Olio del Legno della Vita,doveper Legno si intende la Croce che ha visto il sacrificio di Gesu'.Le scene che vi sono raffigurateassomigliano in parte a quelle rappresentate sulle ampolle di monza,mentre molte sono inedite......Sull'eta' delle ampolle,gli studiosi sono concordi nel riferirle al VI-VII secolo,cioe' all'epoca della regina Teodolinda e del re Agilulfo.... ”*1 v. Bobbio-Citta' d'Europa a cura di Bruna Boccaccia,cit.pag.53.

Siestri fungeva da “mansio”-zona di sosta per pernottamento e riposo o cambio muli.Il Castello-Fortezza Roccatagliata garantiva protezione e riscuoteva i dazi..Sia in andata che al ritorno accompagnavano i mulattieri,come gia' detto, bovini,maiali,pollame. Sia lemerci che gli animali pagavano una quota prestabilita (le ricerche in corso forse ci consentiranno di

quantificare quantita' e quote-Lo Statuto suaccennato dice: “ che lo peaggio solito scuodersi per le bestie de forastieri si scuoda ą due denari per pecora,e altre bestie minute come si e' scosso sino ą qui e per ogni sorta di armentini un soldo per pezzo,e per mule cavalli,asini,quando si vendono un soldo per ognuna,e se si trovera' alcuno che lo frodi se li possa pigliare d'uno dodeci “ Cap. XXXIX -DEL PEAGGIO).

In :” LA MAGNIFICA COMUNITA' DI TORRIGLIA & C-Torriglia e L'Alta Val Trebbia nella storia-” di Mauro Casale Ediz.Comunita' Montana Alta Val Trebbia ,si legge : pag.25.......Soltanto sotto il regno pacifico degli Ottoni i potenti della Liguria e della Provenza riescono a coalizzarsi ...e ad organizzare la spedizione che scaccia i Mori dal Frassineto e mette fine alle incursioni saracene. Oberto I ,progenitore dei Malaspina partecipo' a questa vittoriosa spedizione con i suoi armati,ricavandone in dono dall'Impero molte terre nel Piacentino e nella Liguria Orientale........e poi pag.26 .....via Patrania(via que dicitur patranico)che probabilmente passava ,e per qualche tratto esiste tuttora,sul crinale dei monti fra le valli Bisagno e Lavagna e conduceva in Riviera a Sori . Traccia di questo antichissimo itinerario ci e' stata tramandata da una antica cantilena locale :-lumassa lumassin,tia feua i to cornin,che vegnią to poe da Soi,o te portia paqn e coi,i coi da sussa e u pan da mangią- traduzione:lumaca,lumachina, tira fuori i tuoi cornini che verra' tuo padre da Sori e ti portera' i cavoli,i cavoli da succhiare(nota :perche' umidi dopo la bollitura) ed il pane da mangiare......”

Non dimentichiamo che dalla fine dell'XI secolo sino a meta' dell'XI vi fu la prima crociata (con Il Concilio svoltosi a Piacenza nel 1095,cui fece seguito, nel novembre dello stesso anno , il Concilio di Clermond-Ferrande ;quindi anche il nostro percorso fu utilizzato da cavalieri per il Concilio di Piacenza e da crociati che andavano all'imbarco a Genova (Hospitale della Commenda) o che tornavano.

Poiche' il Castello-Fortezza rappresentava una grossa rendita lo stesso fu da sempre oggetto di rivendicazioni di proprieta' o di rivendicazione di aumento della rendita dei dazi riscossi.

I Dazi ,o pedaggi , erano imposti a tutti coloro che transitavano,esclusi coloro che godevano di esenzioni per appartenenza ad alcuni Feudi oppure godevano di esenzione per la propria famiglia o comunita'.

Mauro Casale,nel libro succitato,a pag.27 dice che leggendo le norme che regolavano i pedaggi di quei

“Caselli autostradali” nell'anno 1000 Gavi riscuoteva pedaggi per:

“ -le some di pepe,aloe,cumino,bachi da seta,spezie,cera;

-le some di conigli,volpi;

-le some di tessuti di fustagno,i barili di uova;

-spade,pancere,loriche e scudi pinti:

-lana,pelli,rame,ferro,piombo,lino o linosa;

-gli asini e le asine,i ronzini ed i muli:

-gli uomini con fardello o torsello,o gli uomini che portanto al collo polli o uova o anitre o percici;

-le anitre che si usavano condurre per strada per difendersi dal fulmine;

-i porci,gli arieti,le pecore,le capre,i bovi,gli agnelli;

-gli astori,i falconi e qualunque altro uccello per la caccia;

Dalla festa di S.Giovanni in giugno fino a quella di S.Bartolomeo pagavano gli spigolatori,i mietitori ed i battitori.

Erano inoltre previste tariffe differenziate a seconda della provenienza del viaggiatore e della destinazione ed allora come adesso c'era chi non pagava o godeva di particolari sconti............”

Nel 569 i Longobardi di Re Alboino (560-572) si impossessarono di Bergamo,Brescia,Ivrea,Milano,Novara,Torino,Treviso,Verona,Vicenza e strinsero d'assedio per tre anni Pavia.Poi sotto il regno di Totila -574-trovo' naturale rifugio a Genova la classe dirigente milanese, per il fattoche la flotta bizantina sul Po ed i collegamenti marittimi di Genova impedirono l'ingresso dei longobardi aGenova. Gia' il 3 settembre 569 il Metropolita Onorato pervenne a Genova con al seguito il clero maggiore e tuttala nobilta' milanese. Onorato divenne Vescovo di Genova non appena la carica divenne vacante e taleincarico mantennero i successivi Vescovi in esilio.

(a.m.roccatagliata-continua, 20 Aprile 2006)

 

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